Sono passati cento anni esatti da quando Walter Gropius fondò a Weimar lo Staatliches Bauhaus, la leggendaria scuola di arte, architettura e design destinata a rivoluzionare il pensiero e il lavoro artistico e creativo di tutto il mondo. Nel generale clima di avanguardia di inizio secolo la nuova scuola rappresentava l’anima più industrialista e socialmente consapevole del Modernismo, in opposizione alla versione plastica e mediterranea che ne dava Le Corbusier. Bau-Haus, promotrice di un approccio interdisciplinare e internazionale, divenne ben presto il punto di riferimento per tutti i movimenti d’innovazione nel campo del design e dell’architettura, contemporanei e futuri. Un successo legato indissolubilmente al genio e al prestigio dei suoi docenti, del calibro di Ludwig Mies van der Rohe, Marcel Breuer, László Moholy-Nagy, Paul Klee, Wassily Kandinsky, solo per citarne alcuni.

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